L’agopuntura fa risparmiare…soldi e salute

L’agopuntura fa risparmiare…soldi e salute!

Soprattutto in questi ultimi anni c’è stato sempre un maggiore interesse economico a valutare trattamenti che possono ridurre l’uso dei farmaci e il ricorso agli specialisti.
Per alcune patologie diffuse e a elevato costo sociale, come la lombalgia e l’emicrania, il ricorso all’agopuntura può assicurare un risparmio di spesa, a fronte di un’efficacia dimostrata e di un’ampia sicurezza per il paziente.
Per verificare questo è stata condotta una ricerca affiancata anche da uno studio economico per stabilire se l’aggiunta di agopuntura al trattamento standard fosse un’ulteriore spesa o se, invece, potesse essere un guadagno.
Il British Medical Journal ha pubblicato  uno studio sull’effetto dell’agopuntura (Ratcliffe et al e Thomas et al – BMJ, 15 September 2006), in aggiunta alla terapia tradizionale, nel trattamento delle lombalgie croniche.
La ricerca effettuata su 241 adulti, tra i 18 e i 65 anni con valutazione a 1 e a 2 anni di distanza dall’inizio della stessa ha dimostrato che i soldi spesi per il trattamento con agopuntura alla distanza hanno dimostrato di essere stati spesi bene: non solo perché hanno fatto star meglio i beneficiari dell’intervento, ma anche perché hanno prodotto un forte risparmio in termini di uso dei farmaci, di visite specialistiche e ricoveri, e che l’impiego dell’agopuntura, condotto con l’intervento di agopuntori qualificati, ha portato ai seguenti risultati:
  • diminuzione del dolore di 5,6 punti a 12 mesi e di 8 punti a 24 mesi rispetto alla terapia convenzionale sulla scala che misura il dolore nel questionario SF36 per la qualità della vita
  • miglioramento della qualità della vita a 1 anno, ma ancora di più a 2 anni, dall’avvio dell’osservazione
  • riduzione dell’uso di farmaci e del numero delle visite presso il medico di famiglia e le altre figure sanitarie
  • riduzione del “worry” legato alla patologia, ovvero della preoccupazione del paziente per la sua malattia
  • miglioramento in termini di QUALYs “quality-adjusted life years”, risultato del rapporto tra cambiamenti intervenuti nella qualità della vita con quelli intervenuti nella durata della stessa e che permette di ponderare gli anni di vita in buona salute guadagnati
  • una riconosciuta cost-effectiveness per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN): si calcola un effettivo risparmio unitario di 4.241 sterline (circa 5900 euro) di spesa per ogni QUALYs guadagnato.
I ricercatori inglesi hanno usato le rigidissime regole recentemente stabilite dal National Institute for Clinical Excellence (NICE). Secondo il NICE, qualsiasi trattamento medico, per essere giudicato conveniente e quindi essere inserito nel servizio sanitario nazionale, dovrebbe stare al di sotto di una certa soglia, che, in base a sofisticati calcoli, è stata stabilita in 20.000 sterline di spesa per anno di salute guadagnato.
Usando questo criterio, l’agopuntura per la lombalgia è ben al di sotto di questa soglia, collocandosi sulle quattromila sterline per anno di salute guadagnato.
Considerando che 20.000 sterline (circa 29.900 euro) è il limite massimo stabilito dal National Institue for Clinical Excellence perché un trattamento sia giudicato conveniente per il SSN, l’agopuntura ha il 90% di possibilità di determinare un effettivo risparmio per il SSN. Una stima comunque cautelativa, in quanto gli autori non hanno considerato i risparmi derivati dalla aumentata produttività dei partecipanti allo studio, recuperata grazie alla diminuzione dei giorni di assenza dal lavoro per lombalgia. Inoltre, il QUALYs guadagnato al 2° anno corrisponde a più del doppio di quello guadagnato al 1° anno, con un conseguente miglioramento esponenziale dell’abbattimento dei costi.
David Wonderling, economista sanitario autore di un editoriale del British Medical Journal, fa notare che questo risultato, affiancato ad un altro analogo relativo ai costi dell’agopuntura per il mal di testa, consente di concludere che
“l’agopuntura è più efficace (in termini costi benefici) di numerosi altri trattamenti erogati dal servizio sanitario nazionale”
e che quindi andrebbe inserita nei servizi sanitari di base a carico dello stato.
In patologie molto diffuse come lombalgia, cervicalgia ed emicrania, che limitano sensibilmente la qualità della vita e in cui c’è un forte consumo di farmaci non privi di effetti collaterali, con gli aghi si può riuscire a ridurre del 50/70% le crisi e l’uso di farmaci con un ciclo più una seduta mensile di mantenimento.
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