Rivolgimento podalico grazie all’agopuntura

Rivolgimento podalico grazie all’agopuntura

L’agopuntura si è dimostrata di aiuto in alcune condizioni che coinvolgono la donna in gravidanza come: la nausea e il vomito gravidico, la lombalgia e il rivolgimento podalico.

Una Rewiew del 2010 suggerisce che la moxibustione è efficace per la correzione della presentazione podalica. (Myeong S. L. 2010)

La presentazione podalica si ha in circa il 4% dei casi e comporta la necessità  al taglio cesareo programmato. Infatti il parto per via vaginale in questa condizione espone il feto e la madre a notevoli rischi con aumento della mortalità fetale.

Resta il fatto che il taglio cesareo è pur sempre un intervento chirurgico, con tutta una serie di rischi e possibili complicanze legate all’anestesia e all’intervento. Anche il recupero per la donna che affronta un cesareo è più lungo rispetto al parto per via vaginale e inoltre una donna cesarizzata, nelle gravidanze successive ha un’altissima probabilità di dover effettuare di nuovo un taglio cesareo.

Con l’agopuntura e la moxibustione si può tentare il rivolgimento del piccolo in modo indolore e senza rischi per la madre e per il bambino.

La moxibustione è un metodo terapeutico che utilizza il calore generato dalla combustione di sigari di Artemisia vulgari, applicato su i punti dell’agopuntura . Nello specifico, per il rivolgimento podalico, viene stimolato un punto (BL 67) che si trova nell’angolo ungueale esterno del mignolo del piede. La stimolazione di questo punto, che corrisponde al meridiano della vescica collegato all’utero, promuove la rotazione e la mobilizzazione del feto.

moxa-podalico-bl67

Il periodo migliore per procedere con il trattamento è dalla 32a alla 34a settimana.

Il metodo prevede una prima seduta in cui il medico agopuntore posiziona  alcuni aghi utili al rivolgimento (nessuno sulla pancia!) ed applica la moxa nel punto sopraindicato, spiegando alla donna la tecnica. Dopo la prima seduta sarà la donna stessa, che munita di moxa farà delle applicazioni due volte al giorno per 15 minuti circa stimolando il punto bilateralmente. L’applicazione del sigaro di artemisia non deve procurare dolore o scottature, ma solo un piacevole calore accompagnato da un lieve arrosamento cutaneo.

La stimolazione avverrà quindi tutti i giorni per un massimo di due settimane. La percentuale di successo nelle primigravide è di circa il 40% dei casi, ma nelle multigravide varia dal 60 al 70%.

È quindi opportuno sempre provare vista la facilità e sicurezza della procedura che può consentire di evitare un intervento chirurgico e permettere un parto per vie naturali.

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